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Il coraggio di cambiare

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Il coraggio di cambiare

Il mondo sta cambiando, il clima sta cambiando, le città stanno cambiando.

Dobbiamo avere anche noi progettisti il coraggio di cambiare, di svincolarci dai preconcetti, scalfire le abitudini, pessime, radicate nel nostro modo di agire e pensare.

La rigenerazione della città che si sta, per fortuna, evolvendo in “smart city” impone un’attenta riflessione in termini di controllo del microclima urbano, utilizzo di fonti di energia rinnovabili ed efficientamento energetico.

Secondo il motto “smarter, greener, better” dobbiamo aumentare le performance energetiche degli edifici, particolarmente quelli esistenti, energivori ed inquinanti, risultato dell’espansione edilizia della seconda metà del ‘900 fino alle soglie del 2000, come si può evincere dal grafico.

GraficoInnovare rapidamente per costare meno.

Il ciclo dell’acqua, elemento fondante e fondamentale della nostra capacità di sopravvivenza in un pianeta del quale, attualmente, stiamo usano una volta e mezza le risorse (fonte Nature), può significare invertire la tendenza esponenziale del consumo di energia per riportarla sotto le soglie di attenzione e restituire un pianeta bilanciato ai nostri eredi. I provvedimenti tampone come targhe alterne, domeniche a piedi o discutere sulla veridicità dei dati sull’inquinamento non portano a nessun beneficio, sono soluzioni una tantum: chiediamoci, per parafrasare Kennedy, cosa possiamo fare noi per il nostro Paese e non cosa può fare il nostro Paese per noi. Proviamo a fare dei piccoli passi per un futuro più pulito e sostenibile. Perché si possa parlare davvero di risanamento del pianeta, perché queste tre parole non rimangano relegate al piano dell’utopia, occorre un’azione continuativa, pianificata e duratura: ragione in più per cominciare ad attivarci. La posta in gioco, semplicemente, è la possibilità di una vita migliore in città migliori.

Queste premesse, unitamente al fatto che la maggior parte dell’inquinamento e della produzione di polveri sottili derivano dal riscaldamento domestico (oltre che dalle emissioni dei veicoli, ma questo è un altro tema) devono spingerci a considerare con attenzione nuove tecnologie, possibilmente “plug and play”, che permettano, a fronte di investimenti relativamente bassi, un rapido ritorno economico ed ambientale.

Riqualificare uno stabile significa mantenere, o addirittura incrementare, il valore dello stesso; in uno scenario nel quale l’offerta supera di gran lunga la domanda per essere competitivi occorre offrire “plus” tangibili: consumare meno e meglio sposta l’interesse del potenziale acquirente o affittuario verso edifici che consumino poco, vieppiù in situazione di congiuntura sfavorevole.

Una delle soluzioni praticabili e che risponde ai requisiti individuati è la pompa di calore ad alta temperatura: grazie alle sue caratteristiche permette di ottenere risultati di grande rispetto a fronte di consumi molto bassi.

Un pensatore anonimo disse: ”Non inquinare – i pianeti buoni sono difficili da trovare”, oggi stiamo consumando un pianeta e mezzo e, mentre l’edilizia si sta muovendo per ripensare i sistemi costruttivi, la mobilità si sta muovendo verso l’ibrido, crescono gli orti personali, occorre che anche l’elefante che si nutre di combustibili fossili inizi la dieta.

Muoviamoci ma, soprattutto, pensiamo

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